E' necessaria un’autentica rifondazione della pianificazione: che metta fine alla crescita quantitativa e punti invece sulla riqualificazione-trasformazione delle città, sul ricupero-risanamento dei centri storici, sulla ristrutturazione delle periferie e sulla rigorosa salvaguardia del territorio non ancora urbanizzato.

Antonio Cederna





sabato 10 dicembre 2011

Frane ed alluvioni Liguria e Toscana sotto attacco

È gravissimo l’attacco a un territorio fragile come quello della Liguria portato avanti con un intervento amministrativo a dir poco folle approvato durante l’estate, nel silenzio assordante dei media: il regolamento regionale numero 3 del 2011 della Regione Liguria “che ha ridotto da 10 a 3 metri le distanze minime di edificazione lungo i corsi d’acqua”.

Come al solito ogni anno, alla prima pioggia ci ritroviamo a contare morti, dispersi e feriti, senza contare i danni alle abitazioni alle strutture economiche e ai beni culturali. Quest’anno è davvero un disastro. Ringraziamo per questo la cattiva amministrazione, la mancanza di manutenzione con i boschi in abbandono o addirittura ormai inesistenti. L’intero paese di Mulazzo in Lunigiana sta crollando. A Vernazza è crollato un intero bosco di querce secolari. Edilizia senza alcun rispetto della morfologia del territorio, abusivismo, cementificazione più o meno autorizzata, tagli drastici alla protezione civile. E’ davvero un bollettino di guerra.

La beffa maggiore è vedere la devastazione delle strade e dei ponti appena inaugurati dopo l’alluvione dello scorso anno. Alla foce del Magra, negli anni 60/70 è stato costruito l’intero borgo di Fiumaretta in zona golenale e da sempre soggetta ad alluvionamento. Recentemente è stata costruita una darsena a Bocca di Magra che, oltre a deturpare il paesaggio, costituisce un vero e proprio pericolo al deflusso delle acque. E il previsto scolmatore non è stato fatto a causa di chi, a tutti i costi, vuole la grande speculazione del progetto Marinella, nella zona Parco di Monte Marcello Magra, che oltre alla darsena, prevede interventi immobiliari di rilievo, per case vacanza collegate ai posti barca.

Il letto del fiume è stato impoverito da anni e anni di prelievo delle sabbie e degli inerti, aumentando la velocità e la pericolosità delle acque. Manca ancora la carta del rischio che ogni comune dovrebbe redigere per assicurare non solo le cose, ma soprattutto le persone. L’Autorità di bacino ha stabilito regole precise che andrebbero rispettate per la sicurezza idraulica. Per prima cosa il ponte della Colombiera un ponte girevole già pericoloso di per se, e che era troppo basso e doveva essere rifatto, mentre invece è crollato due volte di seguito in due diverse alluvioni. Si prevedono invece argini imponenti che inevitabilmente cambieranno il paesaggio fluviale che sara’ orrendamente alterato da altre colate di cemento.

E poi ci sono i beni culturali in parte perduti. Chiese, oratori e opere d’arte sono state invase dal fango e in parte sono state distrutte, altre richiederanno costosi restauri.

Giovanni Gabriele e Mariarita Signorini
Consiglieri nazionali di Italia Nostra

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